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Un tempo giovane, magico, eterno

Ora ognuno ricorda. D’ogni cosa perduta, questa verità sola rimane. Questa è l’Origine.

Tramonta un’epoca già conclusa da tempo: non è più stagione di chiedere, attendere, provare. Non è più adatto il progettare solo nella teoria, il delegare al maestro, l’imparare ingannevole affrancato da rischio e fatica.

Che cosa è cambiato? domanda la mente.
Che non rimane più tempo. Quel che sono, sono appieno: non ho più licenza di pensarmi crisalide, gemma che diverrà fiore, promessa che rinverrà un talento scordato.
Al nascer della percezione subitanea si spalanca la via alla materia, inarrestabile le corrisponde il prender corpo. Giungono occasioni inattese, accadono imprevisti; incontri, malanni e miracoli cospirano al fin comune. Ogni cosa è qui ora, non ha più spazio l’atto di fede.

Ritornano gli avatar potenti e reali, incomprensibili, spaventevoli e colossali al di fuori del limite umano. Si risveglia la Terra priva di presunzione, travalica ogni controllo. Il corpo reclama sacralità, responsabilità, desiderio e dolore; il cuore pulsa appieno e mi batte il richiamo suo arcaico, misterico.

S’inganna chi crede d’esser diverso da come è, inseguendo un risveglio ch’è accaduto da anni. Si perde chi lotta per tener distante spiritualità e famiglia, individuo e collettivo, la necessità di ciò che è giusto da ciò che conviene. Nuovo è il mondo e vi impazzano autonomia e coraggio, modestia e misura.
Tutto si fa veloce e possibile, perciò più di prima debbo educare e domare il pensare: mai negli ultimi millenni è stata tanto possente e creativa la fantasia, la visione, il sogno.

E dunque cosa è cambiato? Domanda ancora la mente. Questo: non v’è altro da ciò che c’è. Ora è tutto il tempo rimasto ed è un tempo giovane, magico, eterno.

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