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Prova di stampa (e di pazienza!)

Prima o poi arriva il momento in cui l’emozione si affievolisce: tutto sta finendo dunque? No, anzi. Proprio ora può davvero iniziare. 

Ho ordinato la prova di stampa de “il viandante antico” a inizio Dicembre. Questione di una settimana, dieci giorni al massimo, hanno detto, e lo riceverai a casa. 

Provavo a scrivere questo libro da anni, arenandomi sempre dopo qualche pagina. Le idee si confondevano, gli appunti non si collegavano tra loro: in me era chiaro il sapere che vi avrei voluto narrare, ma sulle pagine si rifiutava di apparire. 

Poi qualcosa è cambiato. Sono nate le carte della Tradizione, che da subito hanno parlato una lingua fluida, colorata, giocosa e profonda. Subito si sono combinate alla visione limpida delle geometrie e l’hanno completata con il movimento, la bellezza,  la potenza evocativa delle immagini. 

Si è aperta una bella danza tra geometrie e carte, così il libro alla fine si è lasciato scrivere. 

Ci sono voluti 9 mesi di gioia e fatica: ricordi, nottate, appunti al volo, idee, cantonate, dubbi, soddisfazioni, prove tecniche, prove estetiche, ripensamenti, esasperazioni, divertimento. E poi finalmente, eccolo pronto per la stampa. Ordino la prova:  questione di una settimana, dieci giorni al massimo. Dopo tanto tempo e desiderio, lo avrei visto materializzarsi… emozione a 1000! 

Elettrizzata, felice, agitata, impaziente, curiosa. Ognuno di quei dieci giorni mi svegliavo pensando: oggi forse lo riceverò. Oggi lo potrò sfogliare. Poi arrivava la sera senza che il postino avesse portato nulla e mi dicevo: forse domani. E domani. E domani ancora. E questa prova non arrivava mai. Forse Dicembre non è il momento più furbo per una spedizione, fatto sta che nel marasma dei cesti natalizi e dei biglietti d’auguri il mio pacchetto è andato perduto. 

Traccia, cerca, protesta, chiedi, sclera. Pare sia in Germania. Forse è nel magazzino in Polonia. Forse non è ancora uscito dalla stamperia. Cose che capitano, specie nel caos del Natale… Non si preoccupi: passate le feste ne stampiamo una nuova prova e la inviamo. Questione di un po’ di pazienza.

Pazienza? Ma scherziamo? Dopo le feste? E io questa emozione a 1000 dove me la metto?

Poi, come per tante cose anche più forti accade, l’emozione trova i suoi sfoghi. Del resto non è che una forma d’energia: basta impiegarla e lei scorre, smette di tormentarci e ci sostiene, alimenta i nostri progetti. Invece di ristagnare e farci male, ci anima. E sempre quando mi sentivo stanca o magari un po’ a corto di risorse, mi dicevo: “ti ricordi della prova di stampa?” Come niente l’emozione (e dunque l’energia da incanalare) arrivava. 

Così prima o poi arriva il momento in cui l’emozione si affievolisce. Ricevo un messaggio questa mattina: oggi sarà consegnata la tua prova di stampa. Bene. Ne sono felice, ma senza più l’emozione a 1000. Tutto sta finendo dunque? Mi sono già stufata di questo libro, prima ancora di distribuirlo? No, anzi. Che bello spazio per essere contenta mi ritrovo, senza l’ingombro delle emozioni compresse di questo parto laborioso, che spingono per uscire come all’inizio del mese. In questo Dicembre si sono mostrate, trasformate, allargate fuori di me. Le ho viste diventare giochi, lavori, intuizioni, conversazioni. Sono sbollite, si sono alleggerite. Ora che la prova di stampa arriva, la guardo senza il loro incombere. 

E stasera eccolo. Mi piace, mi rende felice. A breve darò il mio ok e procederemo con le spedizioni di carte e libri (grazie a chi ha pre-ordinato e ha avuto con me la pazienza di aspettare sino ad ora!) 

Prima o poi arriva il momento in cui l’emozione si affievolisce: tutto sta finendo dunque? No, anzi. Proprio ora può davvero iniziare. 

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