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Occorrono nuovi malati

Occorrono nuovi malati! 

Non nuove medicine o nuovi medici, ma nuovi malati.

Esistono moltissimi adattatori intorno a noi. Guaritori olistici, medici tradizionali, coach, guide spirituali. Esistono moltissimi tipi di medicine. Chimiche, naturali, sperimentali, psicologiche. C’è grande abbondanza di tutto questo. Quello che manca è l’educazione alla malattia. Mancano malati consapevoli.

Manca un nuovo modo di relazionarsi alla sofferenza.

È spaventoso stare male. 

Fa paura ammalarsi nel corpo, fa paura perdere il controllo della mente. Fa moltissima paura soffrire, che sia per una ferita fisica o sentimentale, nuova o antica.

È ovunque la sofferenza. Viene da un taglietto sul dito o dal tumore, dalla perdita di una persona amata o da un moto di gelosia. Può essere superficiale, intensa, generazionale, fisica o emotiva… non esiste giornata sulla Terra che non abbia in sé una componente di sofferenza.

Nella sofferenza risiede un potere enorme. 

Finché si rifugge dalla sofferenza, si rinnega il proprio potere. Si rimane malati e “inconsapevoli“. Ma quanto onore e quanta forza c’è invece, nell’entrare a testa alta nella propria malattia e nel proprio dolore!  Arrendersi alla sua presenza. Riconoscerlo come parte di noi, per poi combatterlo e completarci a vicenda!

Ogni occasione è quella buona per osservare ciò che completa la coscienza e che non può essere descritto. 

È così con le malattie. 
È così con le guerre. 
E così con la rabbia, con la paura.
Così nel battibecco con il vicino di casa. Con l’antipatia per il compagno di banco. Con l’atteggiamento che fa soffrire o indispettire. 
È così con la stanchezza. Con la solitudine.
Con il non ricordare e non sapere come si è giunti ad essere qui, ora. 

È così con tutti gli aspetti incomprensibili, a volte addirittura inaccettabili della vita.

Sono tutte occasioni di incontrare ciò che di sé non si può ancora vedere.

Non si può pretendere di essere guaritori, insegnanti, guru, se prima non si è costantemente capaci di riconoscersi malati e guarirsi. Una, due, dieci, cento volte al giorno. 

Per questo occorrono malati nuovi.

Occorre iniziare ad allenarsi dalle piccole cose. Occorre diventare pian piano sempre più coraggiosi e capaci di stare di fronte alla sofferenza. Non per cedere, non per fuggire. Ma per combattere con onore. E con amore.

Altrimenti ogni due anni avremo sempre una nuova pandemia. Una nuova guerra. Un nuovo scandalo. Un nuovo terremoto. Finché non impareremo a soffrire in modo nuovo, dovremo sempre sperimentare il dolore con nuovi tentativi. 

Finché poi non servirà più.
Alla fine impareremo ad essere guerrieri eroi dell’amore.

L’immagine “il lato oscuro dell’Amore” è di Anna Michelassi

1 thought on “Occorrono nuovi malati

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