Cos’è il channeling?

Il termine inglese, derivato da “channel” (canale). E’ traducibile alla lettera come “canalizzazione”. La versione più diffusa e forse più spettacolare del channeling è infatti quella in cui un medium si offre come “canale” e presta la propria voce per comunicare messaggi e risposte provenienti da un’entità non incarnata..

Le origini della canalizzazione vengono fatte risalire da diversi antropologi alle antiche culture sciamaniche

Gli stregoni entravano in trance per mezzo di canti e danze per fondersi con gli spiriti di natura. Altri esempi individuati di forme storiche di questa pratica risalgono all’antica Grecia, quando gli oracoli entravano in uno stato di trance profonda in cui potevano ricevere i messaggi degli dei. Più recentemente invece, nel diciottesimo secolo, fu celebre il sensitivo svedese Emmanuel Swedenborg, che si dice trascorse l’ultimo decennio della sua vita conversando con gli spiriti e con gli angeli.

Il channeling per me

La realtà del channeling che conosco io è per molti versi più semplice, direi quasi quotidiana. Non ci sono stati di trance profonda e neppure messaggi altisonanti.

In italiano il termine “canalizzare” deriva da un contesto agricolo: significa modificare un corso d’acqua trasformandolo in canale per l’irrigazione o la navigazione.

La canalizzazione per come io la vivo è proprio questo: il contatto continuo con il flusso costante delle informazioni e delle energie che provengono da dentro e fuori di noi, per saperle navigare o per indirizzarle ai diversi ambiti della vita.

Sin da giovanissima ho avuto improvvise intuizioni, ricordi o consapevolezze che “erano lì da sempre”, momenti in cui iniziavo un discorso e poi mi ritrovavo a dire cose che neppure io avrei immaginato di sapere all’inizio della conversazione. Crescendo ho trovato il medesimo meccanismo nella scrittura di racconti e nella composizione di musica, ma anche al di fuori dell’arte nella gestione di situazioni difficili, nell’ambito lavorativo, nell’ispirazione. Questo mi ha portata ad indagare sulla natura del meccanismo che permette alle persone, proprio come accadeva a me, di superare il limite personale, di essere “più della somma delle proprie parti”.

La mia sensazione era quella di riuscire ad entrare, in quei particolari momenti di centratura, in un flusso esterno a me, trans-personale. Una sorta di corrente di energia da cui traevo informazioni, suggestioni, spunti e risorse. Con il tempo ho cercato un modo di rendere sistematico questo accesso alle energie che mi circondavano, sviluppando con diversi corsi e anche da autodidatta un metodo di classificazione e ricordo, che prevede l’utilizzo dell’Enneagramma e dei simboli geometrici.

Grazie a questo mi è diventato possibile “canalizzare” questo fiume di energie che sentivo intorno a me in concetti e messaggi sempre più mirati e precisi.

La mia attività

Per lungo tempo ho praticato il channeling da sola e con gruppi ristretti di amici e compagni di percorso. L’ho utilizzato come principale risorsa per trovare centratura, soluzioni, connessioni ed avere un punto di vista sulle situazioni esterno alla mente e al suo giudizio. E’ stata una ricerca iniziata negli anni dell’università, che dura tutt’ora e che probabilmente non avrà fine.

Ne emerge una sapere antico e intrinseco all’essere umano, slegato da credo, etica o definizioni. Semplificando, si potrebbe dire sia un contatto con sé stessi e ciò che abbiamo intorno privo di aspettative e pregiudizi.

Da questa ricerca è per me emerso via via un insieme di consapevolezze e atteggiamenti coeso e definito, a cui però non sapevo dare un nome. Nel 2016 ho incontrato un gruppo di ricercatori provenienti da numerose zone d’Italia, che insieme, trovandosi periodicamente, ricercavano da più di vent’anni ricordi e soluzioni proprio con la canalizzazione. Avevano chiamato questo sapere antico “la tradizione del drago trasparente”.

In collaborazione con loro, l’anno scorso è stato prodotto un testo che struttura questo sapere e lo rende leggibile, organizzato, sequenziale. Si tratta di un manuale che condensa i concetti comuni alle nostre ricerche e li riassume in modo semplice.

Questo lavoro di ricapitolazione e strutturazione ha per me sbloccato la possibilità di portare anche all’esterno il mio saper canalizzare e poter svolgere questa attività anche per gli altri.

Facendo questa esperienza ho scoperto che praticare il channeling in modo slegato dalla mia situazione e con transpersonalità è per me fonte di gioia. Desidero far conoscere le possibilità offerte da questo mezzo ed insegnare ad accedervi a chi è interessato. 

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