Questa è una raccolta delle domande che più spesso mi vengono posto in merito alla canalizzazione. Verrà aggiornata e completata via via che ne verranno poste di nuove e avrò modo di inserirle.

Grazie a tutti voi, che con la vostra curiosità stimolate in me il bisogno di cercare delle risposte condivisibili.

DOMANDA:
Come funziona il processo di canalizzazione?

Per la mia esperienza, le informazioni che giungono in fase di canalizzazione provengono da una precisa frequenza: la frequenza dello spirito.

Difficile spiegare in cosa consiste avvicinarsi alla frequenza dello spirito. Per il mio modo di sentire questo avvicinamento è assimilabile al trovarsi in uno spazio vuoto e pieno allo stesso tempo, in cui non c’è divisione. Ogni cosa in questo spazio coesiste con il proprio opposto e si trova in uno stato indiviso. Qui si trovano moltissime informazioni: una massa grezza di conoscenze compresse, come l’universo prima del Big Bang. Ogni cosa esiste in potenza, ma ancora non si è realizzata con la divisione/incarnazione iniziale. A causa della densità di informazioni percepibili in questa frequenza, è necessario muoversi guidati da una direzione precisa.

Quando mi addentro in questo spazio, il contatto con le mie guide o con quelle di chi richiede la canalizzazione traccia la diagonale che attraversa le informazioni e le collega tra loro.

Mi fornisce una sorta di bussola, che “magicamente“ avvicina, interseca, intesse tra loro queste numerose informazioni, in un disegno di insieme ogni volta diverso e specifico.Il lavoro del canalizzatore consiste quindi nel raggiungere la frequenza dello spirito, saper indirizzare le domande grazie al contatto con l’energia della guida, per poi ascoltare e tradurre la risposta.

“Tradurre” significa etimologicamente “Trasportare”

Le risposte nella frequenza dello spirito giungono infatti in una “lingua assoluta”, priva di parole o immagini. È compito del canalizzatore mettere a disposizione prima il proprio sentire dell’anima (perché queste informazioni si mappino su immagini, sensazioni, simboli, numeri etc.) e poi la propria mente di essere umano (che mette in fila le informazioni, le lega tra loro per similitudine ed in rapporti di causa ed effetti e le espone in frasi comprensibili) perché la risposta giunga a chi ha posto la domanda.

DOMANDA:
Tutti possono canalizzare?

La capacità di canalizzare è patrimonio di tutto il genere umano.

Ogni essere umano possiede nella propria natura tutto ciò che occorre per prendere contatto con la dimensione dello spirito e con le proprie guide, sentire le energie e poi tradurle utilizzando la mente. Nella società contemporanea tuttavia, quasi nessuno di noi riceve un’appropriata educazione al sentire. Per questo movivo siamo tutti perlopiù autodidatti, inizialmente privi di una struttura in cui inserire le nostre esperienze energetiche e le conoscenze accumulate nel corso degli anni.

Imparare a canalizzare è parte di un percorso di educazione al sentire.

Ricevere l’insegnamento da parte di qualcuno che ha già sperimentato e perfezionato la tecnica. È importante tuttavia capire che non si tratta di un dono speciale riservato a pochi eletti, ma è una possibilità aperta ad ogni persona.

DOMANDA:
Come ci si preparar per canalizzare?

Ognuno possiede il suo tipo di preparazione per giungere in uno Stato in cui sia possibile compiere quest’operazione. Ciò che è fondamentale per poter canalizzare è la compattezza, ovvero la vicinanza tra le differenti parti che compongono il nostro essere. Allineando tra loro questi nostri diversi livelli di esistenza, diventa possibile trasportare attraverso di essi le informazioni.

Ciò che permette la compattezza dei nostri corpi, è la quantità di energia che abbiamo a disposizione.

Canalizzare non è quindi un’azione che si compie solo con una parte di noi. E’ invece più simile ad una sinfonia, suonata da tutte le nostre parti. Non può essere pertanto trascurato uno stato di benessere o di centratura fisica, così come non può essere lasciata al caso la gestione delle proprie emozioni ed il contatto con la propria anima. Ogni aspetto di noi è importante e deve integrarsi con gli altri, che si tratti di uno stato positivo o che si tratti di un disagio.