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Ciò che non si può conoscere

Premessa

È un periodo fluido, caldo, a volte confuso. Molte persone mi hanno raccontato di essere, in vari ambiti della vita, in difficoltà nel PRENDERE UNA DECISIONE.

Oggi entrano in vigore ad esempio alcune restrizioni legate al GREENPASS quantomeno controverse, che sollevano incognite in molti ambiti, dal lavoro alla socialità.

Vorrei fare una riflessione a questo proposito , perché credo sia fondamentale ricordare di vedere le cose da più di un punto di vista, per poter mantenere la SPERANZA.


Ciò che non si può conoscere

Ogni essere umano porta in sé una parte sconosciuta.

Una “materia oscura” che contribuisce a comporre il corpo fisico e i corpi sottili, una sostanza inconoscibile, un mistero fitto e impenetrabile sia per la mente che per l’anima.

Come la materia oscura nell’universo, anch’essa possiede un proprio campo energetico, una propria forza di attrazione e repulsione, un’essenza precisa e caratteristica. È invisibile per il pensiero e insondabile per l’anima, eppure è al contempo fonte di presenza e profondità.

Riconoscerne l’esistenza richiede alla mente un atto di fede, all’anima un atto di coraggio.

Pochissimi esseri umani ne ricordano la reale essenza e ancor meno ne sentono la frequenza.
Molti sostengono in questa epoca di pensiero che si tratti di un territorio da esplorare, fino ad arrivare a conoscerlo per intero. Altri lo considerano materia grezza da trasformare, un residuo sgradevole di cui liberarsi evolvendo. Altri ancora ne rinnegano l’esistenza.

Eppure la sua semplice esistenza è il fulcro su cui poggia l’equilibrio tra pensiero e sentimento.

Ciò che non si può conoscere
è il passaggio profondo per la voce del Ricordo.

Il suo esistere apre intelligenze e profondità nel corpo e nei chakra. Cura i conflitti, armonizza le indecisioni, crea un terreno accogliente dove i segni germogliano e indicano la via, da dentro a fuori.

Il conflitto, l’indecisione, l’impossibilità di conoscere possono essere occasione di prenderne consapevolezza e integrarne l’esistenza nel pensiero e nel sentimento.

Non sempre è necessario scegliere cosa fare o pensare. Non sempre è il momento di individuare la ragione o il torto. A volte occorre solo preparare il terreno e lasciare che gli insegnamenti e le conoscenze attecchiscano e poi fioriscano.

Insieme alla speranza.

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