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Canalizzazione: all’ “essere” ci si arrende

Cosa vuoi fare? Questa è una domanda che ha senso.
Cosa vuoi essere? Questa è una domanda che non ha senso.

Ciò che siamo proviene dalla nostra risonanza più antica. È una diretta emanazione del suono originario, dell’intento primigenio che ci ha staccati dall’unità dello spirito e ci ha portati ad estenderci attraverso i vortici e gli equilibri dell’anima, fino all’incarnazione nel corpo. Non c’è alcuna possibilità di scegliere l’ “essere”.

All essere ci si arrende

Ciò che io sono, io sono.
Sempre. Dall’inizio dell’esistenza sino all’ultimo istante.
In questa vita e nelle altre. In questo tempo e in tutti i tempi.

Io sono.

C’è grande possibilità di scelta e totale libero arbitrio nel mondo del movimento. Le azioni, le scelte, le forme che tutti -incarnati e non- possiamo usare per veicolare il nostro “essere” sono infinite e mai predeterminate. Non esiste volontà superiore che possa obbligare l’intento a incanalarsi in un corso piuttosto che nell’altro.

Ma l’ “essere”, quello è immobile.
È una grande liberazione. Un suono/silenzio sacro.

All essere ci si arrende

L’ “essere” non si sceglie: all’essere ci si arrende. Prima o dopo, con dolore o con gioia, ci si arrende.

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