Il “percorso” spirituale sulla Terra

Vi hanno ingannati, aprite gli occhi! 
Apri gli occhi! 

Vi hanno messo davanti la proiezione di un’immagine. Ti hanno messo davanti l’illusione del movimento. Ti hanno messo a correre in una ruota come i criceti.

Apri gli occhi!

Ascolta la terra, ascolta gli alberi, ascolta i fiori: non hanno obiettivi da raggiungere. Hanno un eterno stare, un eterno essere, un eterno esserci.

Una delle illusioni più dannose per l’essere umano è avvicinare il percorso spirituale a un movimento. 

La spiritualità, la ricerca di sé, la consapevolezza, il ricordo, non sono “strade”. Non sono movimenti con un inizio e una fine.

La realtà così difficile da accettare è che tutto ciò di cui disponiamo è presente intorno a noi. Dentro di noi, sia che siamo alberi, umani, fiori o montagne. 

Vivere sul pianeta Terra significa adattarsi. Adattarsi ai luoghi, alle risorse, agli imprevisti e a tutto ciò che c’è e che è a nostra disposizione per essere vissuto, integrato, esplorato. 

L’essere umano è stato a lungo illuso che procedere verso l’illuminazione sia un percorso composto da tappe, come un pellegrinaggio. Ma osserva un albero: cresce, addensa presenza, trasforma ricordi. Impara, impara, impara, impara, impara… per tutta la sua esistenza. E per tutta l’esistenza, da quando è germoglio a quando infine muore, armonizza e intreccia gli irrequieti fili della Vita, dell’energia e dell’Amore che continuamente attraversano il pianeta Terra, il corpo di chi lo abita, i pensieri, i sentimenti, i sogni. 

Eppure non muove un passo. Conta i cerchi all’interno del tronco di un albero e ti parleranno nel tempo lineare delle stagioni che si sono susseguite. Ma nel tempo dell’anima racconteranno il progressivo addensarsi di ricordi e di strati di consapevolezza, tutti intorno sempre allo stesso nucleo, alla stessa verticale che da terra conduce al cielo e dal cielo conduce a terra. 

Tu non devi andare da nessuna parte.

Le difficoltà che la Vita ti pone sono l’indicazione, il cartello, il segnale stradale, il messaggio più evidente che non devi cercare altro, ma devi fermarti e applicare tutto ciò che conosci. Adattare te, le tue risorse, il tuo mondo alle impellenze e alle necessità. Oppure devi applicare le tue risorse per superarle, per trasformarle, per integrarle.

Guarda cosa accade a un albero quando non raggiunge la luce: si piega, allunga i rami, muove le foglia. Guada cosa accade a un albero quando viene piantato un palo nel suo tronco: vi cresce intorno, lo integra, lo abbraccia.

Non devi andare da nessuna parte.
Nessuno di voi deve andare da nessuna parte, se non rimanere esattamente dentro sé stesso.

Questa è la sfida più difficile: stare con quello che c’è

Senza colpi di scena, senza superpoteri, senza lo straordinario. Conoscere; ascoltare e conoscersi, ascoltare e conoscersi. Le difficoltà sono l’insegnamento più veloce. La stasi, quando si verifica è il momento dell’addensamento, il contrarsi dei muscoli prima del balzo, ma non all’esterno, all’interno. E più scendi nel profondo, più l’ordinario diventa straordinario, più ciò che sai fare e che ti è connaturato, che senti appartenerti nel profondo, somiglierà a un superpoteri agli occhi di chi ti vede e percepisce la tua compattezza.

Vi hanno ingannato.

Vi controllano dicendo che vi manca qualcosa, dicendo che è sempre fuori quello che vi renderà felici: l’illuminazione, il giubbotto nuovo, i soldi, la macchina, l’altra metà della mela…
E non vi lasciano guardare la necessità vera, semplice e quotidiana che vi dovete preoccupare di soddisfare. La cura per voi, per chi amate, per chi avete vicino, per quello che la Vita vi offre come materiale con cui lavorare giorno per giorno, su cui non avete il controllo e che forse non apprezzate, ma che c’è e deve essere trasformato o integrato, distrutto e assimilato oppure seguito, reso parte dell’equilibrio.

Questo è il vero lavoro della crescita sulla Terra.

Non andare da qualche parte, non un riconoscimento, un attestato, un traguardo. Prendere atto di quello che c’è e lavorarci: giorno dopo giorno, dopo giorno, dopo giorno.

Questo aprirà una dimensione di profonda compattezza, di consapevolezza semplice, reale, fruibile in ogni istante.

E spalancherà la porte dell’incanto.

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