La consapevolezza non è una scelta (?)

LA CONSAPEVOLEZZA NON È UNA SCELTA.
È intrinseca alla vita.

Un ATTEGGIAMENTO ELITARIO, che fa distinzione tra dormienti e risvegliati, sommersi e salvati, è PERICOLOSO. Crea divisione, crea compiacimento.

Quanti possibili significati ha la parola CONSAPEVOLEZZA? Voi credete sia possibile distinguere chi sta compiendo un percorso di consapevolezza e chi invece no?

C’è chi trova consapevolezza nel rapporto con il proprio CORPO, attraverso la malattia, la sessualità, la bellezza. Chi la trova nel contatto con la NATURA. Chi nel LAVORO, nell’equilibrio con il DENARO, nella RESPONSABILITÀ. Chi nella famiglia, oppure nella solitudine. Chi, come me nella foto, facendo le PULIZIE DI CASA! 🏠

LE POSSIBILITÀ SONO INFINITE.

Non c’è una sola via di consapevolezza. C’è quella che più risuona con me (In questo momento della vita), ma ciò non la rende migliore delle altre in assoluto… solo migliore per me. Questo vale sia che si chiami buddhismo, ateismo o new age, oppure che si chiami far quadrare i conti, proteggere il pianeta, crescere dei figli con amore.

L’ATTO STESSO DI VIVERE, un giorno dopo l’altro, è intrinsecamente ricerca di consapevolezza.

Allora cosa fa la differenza?
L’IMPORTANZA PERSONALE.

Più mi sento il centro dell’universo, più l’immagine di me mi appanna la vista. Al contrario, più mi sento PARTE DEL TUTTO, più posso APPRENDERE. Dal dolore, dai successi, dalle parole, dalle risate. Posso conoscermi e conoscere. Scambiare e INTRECCIARE le fibre che mi compongono a quelle dell’universo.

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