Creare bellezza passa dall’accettazione

Credo ci siano PROBLEMI che non risolveremo. FERITE che non porteremo mai a completa guarigione. DISAGI che non oltrepasseremo.

Amen.
Forse va bene così.
Forse l’obiettivo dell’essere umano non è tanto diventare Superman, l’Illuminato, il Guru.

Conoscete l’arte del KINTSUGI? Significa riparare (la ceramica) con l’oro. (https://it.m.wikipedia.org/wiki/Kintsugi)

Parte del nascere e vivere come esseri umani, forse sta proprio nel trovare il modo di “riparare con l’oro”. INTEGRARE le nostre FRAGILITÀ. Creare bellezza da ciò che è rotto.

Qualche volta, invece di provare a TRASFORMARLE e trarne INSEGNAMENTI, potremmo semplicemente PRENDERCI CURA delle nostre debolezze. ACCOGLIERLE.
Prenderne atto.

Ho paura di essere BRUTTA. Mi sento SOLA. So di essere ANTIPATICO. Mi vedo GRASSA. Sembro STUPIDO. E via dicendo.

Una volta mi è stato detto: “se una soluzione non c’è, RIVELA IL TUO SEGRETO”. Ovvero ammetti (agli altri e/o a te) che in un determinato ambito non hai potere.
Riconosci il LIMITE.

Ci sono cose che ci APPARTENGONO. Che ci piaccia o no. Malattie, dolori, disabilità, pesi, paure, ferite. Può essere il dolore di una vita, può essere una giornata difficile.
Cose che possiamo solo VEDERE e ACCETTARE per quel che sono.

ATTENZIONE PERÒ!
Questo non significa essere PASSIVI, RASSEGNATI, CONDISCENDENTI.

Al contrario: significa riconoscere un limite e adoperarsi in ogni modo possibile (e anche QUASI IMPOSSIBILE) per conviverci al meglio.

Ecco dove sta la BELLEZZA.
L’ORO tra le crepe della ceramica.

Significa non fare finta di nulla, ma vivere lo stesso. Credo sia il coraggio più GRANDE e più profondamente UMANO che possiamo trovare in noi.

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