Dimenticare oppure ricordare: le possibilità del caos

Nei momenti di caos abbiamo due strade possibili davanti a noi: DIMENTICARE oppure RICORDARE.

Il caos può venire da FUORI: un virus, la quarantena, le scuole chiuse, il lavoro fermo. Oppure può venire da DENTRO, dalla nostra vita privata, dalle relazioni, dal nostro intimo. Può essere un caos globale o individuale, il succo non cambia. Al di là delle cause e delle circostanze, IL MOVIMENTO ENERGETICO È LO STESSO.

Ogni passaggio è un momento di CAOS.

Un momento in cui l’equilibrio vecchio si ribalta e si impone la necessità di cercare un equilibrio nuovo. Il più delle volte, prima ancora che trovarlo fuori, abbiamo la necessità di trovarlo dentro di noi.

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Gli ALBERI sono maestri in questo gioco.

La loro COERENZA ha la forma di una BOLLA LUMINOSA, elegante e armonica. Si gonfia intorno a un’asse dritto e inamovibile, una TRAIETTORIA chiara e precisa. Crea disegni mutevoli e bellissimi, crea UN’EMANAZIONE in continuo cambiamento, fluida e femminile.

Se chiedo a un albero: “come vivi tu il cambiamento”?
Lui mi risponde “So chi sono. E tu lo sai?”

Si perchè ad ogni momento di cambiamento prima o poi sorge sempre la stessa domanda: IO CHI SONO?

Perché per vivere una trasformazione, esterna o interna che sia, serve un punto di riferimento. Un centro di gravità, una stella polare a cui fare riferimento per non perdere le proporzioni. E stringi stringi, alla fine, il centro di gravità di ognuno di noi, SIAMO NOI STESSI (non perché siamo soli o egoisti o egocentrici… solo perché l’auto-coscienza è il primo punto di contatto con la vita).

E quando OSSERVIAMO NOI STESSI per capire chi siamo, ci sono sempre due possibilità: mi ricordo oppure mi dimentico.
Nella bellissima bolla che emanano gli alberi, questo si traduce nel “Corro lungo la diagonale” oppure “mi trasformo nel flusso”?

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Ma… SORPRESA!
Non c’è una risposta sola, e soprattutto non ce n’è una giusta!

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Se mi dimentico, cambio strada.
RICOMINCIO. E’ una possibilità tutta nuova.

Può essere che mi dimentichi perché l’esterno mi travolge, perché il dolore è troppo, perché le possibilità nuove mi affascinano… In tutti i casi: grazie e arrivederci. Punto e a capo. Si riparte da zero. Una nuova ansa del fluire, un nuovo disegno, una nuova bolla si espande da me nella vita.

Può rivelarsi una scelta solida o da rivedere in futuro… ma la vita cambia e noi cambiamo, ogni momento ha le sue proprie verità.

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Se mi ricordo invece, tutto quel che c’è si ADDENSA.

Cambia tutto all’esterno, cambia tutto forse anche nei miei equilibri interni. Ma non cambia il contatto profondo, viscerale con quel che durante il mio percorso ho sentito mio, appartenente alla parte più profonda di me. Non cambiano i ricordi che ho risvegliato, le consapevolezze. Non cambia il canale di ascolto e centratura che via via nel tempo ho costruito.

Anzi: nel momento del cambiamento, lo stimolo esterno rende necessario il ricordare. E la necessità fortifica la spinta, accelera il processo, consolida il risultato. Addensa il ricordo e gli fornisce un corpo. Mi avvicina inesorabilmente all’asse centrale, alla DIAGONALE.

In ogni momento della vita, non siamo spettatori passivi.

Possiamo DIREZIONARE il nostro INTENTO. Possiamo scegliere cosa fa parte in questo momento delle trasformazioni, e si trasformerà, e cosa invece è nostro, ci appartiene, è parte del nostro asse portante.

In ogni momento, SOPRATTUTTO NEI MOMENTI DI CAOS, possiamo stringere la nostra bolla tra le mani. Anche noi, come gli alberi.

Così il caos è una possibilità di scegliere cosa ricordare e cosa dimenticare.
Non siamo nati per essere TRANQUILLI o semi-addormentati, siamo nati per ricordarCI.

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I momenti insoliti aprono un CAMPO DI POSSIBILITÀ ricco e insondato.
Aprono PORTALI per la TRASFORMAZIONE.
Ci permettono di scegliere chi siamo e CHI SAREMO dopo averli attraversati.

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