#ElisaSiFerma – Ovvero: a BALLARE ho sempre fatto SCHIFO

A BALLARE ho sempre fatto SCHIFO! Giuro, un ciocco di legno di muove meglio di me.

Ma io vivo a MILANO. Qui (Marzo 2020) siamo sotto l’assedio spaventoso, rompipalle, grottesco, ipocondriaco, sottovalutato, ignoto e molto altro ancora del Coronavirus di merda. Si, avete capito bene: di merda. Questo non è un post “politically correct”, chi si sente a disagio si fermi qui.

Per chi invece continua: TRANQUILLI.
Non parlerò né del virus (o “Vairus” alla Igor) né di tutto quel che ci gira intorno. Oggi parlo di ME. Solo ed esclusivamente di me: del MIO RITMO e del MIO TEMPO. E anche qui, chi sta pensando “Vabbeh, ma a me che mi frega di te?” può tornare domani. Domani riprenderemo a parlare di Geometria Sacra, Enneagramma, meditazione e quant’altro.
Oggi però no, oggi cambiamo un po’ tono.

Qui la gente dice #milanoNonSiFerma

Se uscite di casa al mattino, tanti vanno al lavoro, a fare la spesa, a bere il caffè. Qui dicono “tanto è solo un’influenza” e “muoiono solo i vecchi”, oppure all’opposto dicono “ci nascondono qualcosa” o “è più grave di quel che si pensi”. Io non dico nulla. Non mi chiedete se penso sia un #Gomblotto o la #pandemia o #tutteCazzate . Non lo so e non è di questo che parlo. Ripeto, parlo di un movimento personale, avulso da politica, etica, religione, statistiche e medicina.

Sapete qual’è la cosa più difficile legata al tempo per me? Il RITMO.

Ritmo: (sostantivo maschile) – Successione ordinata secondo una certa frequenza di una qualsiasi forma di movimento che si svolga nel tempo.

SEGUIRE IL RITMO (ad esempio ballando) significa in poche parole FARE IL MOVIMENTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO

A me questa cosa non riesce quasi mai.
Sono una schiappa a ballare, a muovermi, nelle coreografie… Il ritmo non è il mio forte. Se nella vita esterna questo è di solito accettabile, al limite un po’ imbarazzante a volte, e non un gran dolore dopo tutto (basta non voler fare la ballerina da grande), quando si parla di MOTO INTERIORE diventa un problema non da poco.

Si perchè più cerchi CONSAPEVOLEZZA, più il RITMO SI IMPONE.
Il TUO, ma anche quello DEL MOMENTO.

C’è chi dice che il TEMPO VERO è quello dell’ISTANTE. Passato e futuro sono proiezioni, importanti anche, ma non sono QUI e ORA. Ed è anche vero: se penso a dopo o a prima, non sarò mai in grado di FLUIRE CON LA MUSICA di adesso. E finisci FUORI-TEMPO.

Quando capita ballando, alla peggio pesti il piede del partner. Quando capita nella vita, scatta il MALESSERE. A volte, se proprio non me ne accorgo e CONTINUO COL FUORI-TEMPO scatta anche la MALATTIA. A me in particolare si ammalano gli occhi: mi viene la congiuntivite, ci vedo male, ho flash di luce o sprazzi di nero.

Hey Milano, hey Lombardia, hey Veneto… mi sentite?

Sarà un caso che il #coronaVirus ha beccato le regioni che più sono centrate sul “traguardare” (esiste un termine meno elegante e più brutale?) invece che sull’ASCOLTARE e ADATTARSI?

Ora io non sono una sostenitrice della passività e della non-azione. ODIO quando mi si dice “se deve essere, sarà”. Io sono convinta che SARA’ SE VUOI CHE SIA. E nemmeno così è assicurato.

Però non sono scema.

Il Coronavirus di merda sarà una gran rottura, una copertura, una pandemia o un dono divino… non me ne importa nulla in questo momento, ma su una cosa non ci piove: per qual si voglia motivo, E’ UN SEGNALE FORTE E CHIARO.

Stamani nel vedere gente che corre al lavoro e FA FINTA DI NULLA, ho sentito dentro un FUORI-RITMO così potente e imperativo, che mi sono dovuta FERMARE. Si, perchè TRA LORO C’ERO ANCHE IO.

E non me ne ero nemmeno accorta.
Come sempre ballavo male e pestavo i piedi a tutti.

Se Milano non si ferma, beh, stamani #ElisaSiFerma

Che non vuol dire NON FARE NULLA. Anzi.
Vuol dire che LE PRIORITA’ cambiano.

Esempio 1:
Sembra tutto rose e fiori stare a casa da scuola, ma anche per i ragazzi è un trauma non da poco, specie per i più piccoli, che si vedono sballare il ritmo delle giornate, senza preavviso. Se all’inizio è una bella sorpresa, poi diventa strano. Anche preoccupante se non c’è una rete di riferimento intorno. Questa è una priorità.

Esempio 2:
Tante attività sono sospese. Ma la gente ha ancora voglia di ricercare, condividere, sperimentare. E’ uno stile di vita, non un passatempo. Ma le attività olistiche sono sospese quasi ovunque, perchè non sono ritenute di prima necessità. Allora come si fa? Si organizza online. Si fa più fatica, ma io sono capace e già lo faccio. Questa è una priorità di adesso.

Esempio 3:
C’è oggettivamente un ritmo differente. Meno gente in giro, si consiglia di uscire poco, le giornate sono soleggiate ma fredde per la maggior parte. Bene, invertiamo il movimento. Ascoltare prima di fare, rallentare, occuparsi di casa e prendersi piccoli momenti di relax e centratura. Fare dentro quel che di solito si delega fuori per mancanza di tempo. Questa è una priorità.

Potrei andare avanti… ma ci siamo capiti.

#ElisaSiFerma. E si fotta Milano, il Vairus e il bruttissimo verbo “traguardare”

Se poi sarò tra gli infettati, almeno mi sarò ammalata a modo mio.

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