Sentirsi normali o sentirsi diversi

Io credo serva più CORAGGIO ad accettarsi come PERSONA NORMALE (pur con la propria storia e i propri talenti) che non a sentirsi sempre SPECIALI e DIVERSI.

LO DICO PRIMA – è una domanda provocatoria:

Non sarà che a volte noi “spirituali” ci sentiamo anche un po’ SPECIALI grazie ai nostri background travagliati e la nostra difficoltà di integrarci nel mondo “normale”? Non sarà che a volte la parte di SFIGATI che ci è stata magari affibbiata dal destino ci fa anche sentire UNICI?

E’ indubbio che ci sia un percorso di accettazione, integrazione e probabilmente sofferenza per chi ha una storia particolare e talenti spiccati. Non dico solo nella spiritualità, anzi. Mi riferisco all’arte, alle relazioni, alla scienza: è piena la storia di esempi di grandi doti con una vita travagliata intorno.

Ma poi ad un certo momento c’è (o forse sarebbe utile ci fosse) anche un momento di di CADUTA del DRAMMA, di ALLEGGERIMENTO, di TRASFORMAZIONE. Prendersi sempre e solo (e troppo) SUL SERIO, è stancante e il più delle volte INUTILE (a mio avviso). Ci BLOCCA in una forma fissa, dopo un po’ anche NOIOSA, e rende impossibile la creazione di qualcosa AL DI FUORI DI NOI.

Sarà che a me piace più FAR LA SCEMA che tenere grandi discorsi. Sarà che più che i grandi principi a me interessano i piccoli gesti…

Non so, sarà anche che mi sono rotta della SPIRITUALITÀ STANDARD che mi vedo intorno in mille salse, olistiche o più canoniche che siano.

Sarà quel che sarà, mi andava di mettere qui una foto ridicola, anche solo per infastidire chi vorrebbe nella spiritualità solo post con le Madonne e i Buddha.

😜

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